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La conferenza stampa di fine gara inizia con un coach Fucà consapevole del peso della sconfitta subita contro la DOMOTECNICA: “50% merito di Ostuni, che ha aumentato l’aggressività difensiva, e 50% colpe nostre che non siamo riusciti a girare la palla come nel 1° quarto. Ogni domenica bisogna giocare come se fosse l’ultima del campionato e noi siamo riusciti a farlo solo per i primi 10 minuti. La fisicità di Ostuni è molto importante e noi l’abbiamo pagata. Ai miei, comunque, pochi rimproveri. Dobbiamo ricordare che giochiamo con l’handicap di un solo americano e quello in campo, Whiting, è per noi molto importante, ma è caduto nelle trappole difensive dei nostri avversari”.
Segue un Marcelletti, meno entusiasta del fine gara post Forlì, ma ugualmente soddisfatto per aver giocato una partita matura e convinta: “abbiamo iniziato male ed il punteggio lo diceva, ma non dobbiamo dimenticare la forza dell’avversario che se non sbaglio è venuto a vincere a Brindisi con l’ENEL e se l’è giocata sino all’ultimo secondo con Barcellona. Loro hanno molta struttura”. Riconosciuto il giusto merito all’Aget, coach Marcelletti analizza la partita dei suoi ragazzi soffermandosi sulle prestazioni di Berti, Rossetti e Carenza: “complimenti! Non posso dir loro altro. Abbiamo giocato in 9 e tutti quanti hanno dato il loro contributo. Non abbiamo giocato solo di cuore, ma anche di cervello. Abbiamo scelto le soluzioni giuste. Berti e Rossetti sono il simbolo della difesa di questa squadra. Avere la loro presenza mentale è stato un grande supporto per tutti i compagni che sono stati in campo con loro. Sono 2 giocatori che interpretano bene lo spirito di questo gruppo. Carenza è uno che lavora e che cerca la continuità con belle prestazioni come quella di oggi”.