Coach Francesco Binetti prova ad analizzare la partita, ricordano il suo rapporto professionale e d’amicizia con coach Giovanni Putignano
Oggi eravamo coscienti di dove andavamo a giocare. I miracoli del mio amico Giovanni credo siano evidenti, in quanto ci sono squadre molto più attrezzate per il salto di categoria. Giovanni sta facendo giocare questa squadra a meraviglia.
Nello stesso tempo eravamo carichi, abbiamo provato a restare attaccati alla partita fino alla fine, sperando con un colpo di coda di poter portare a casa i due punti. Noi dopo essere stati fortunati all’inizio abbiamo pagato qualche ingenuità, abbiamo messo l’anima, abbiamo lottato. L’Ostuni ha comunque dimostrato di essere più forte.
Ci abbiamo provato, ma abbiamo trovato un avversario che è primo in classifica.
Coach Binetti è fiducioso e crede nella salvezza.
Sono arrivato a Potenza in un momento importante se non decisivo, in occasione della gara interna contro il Molfetta che siamo riusciti a vincere. A Trapani abbiamo perso a soli 34 secondi dalla fine, con l’Agrigento siamo stati bravi. Adesso pensiamo a domenica prossima.
Poi, una proiezione sul futuro.
Con Giovanni siamo stati due fratelli, siamo stati bene, spesso ci ricordiamo di quello che è stato, talvolta immaginiamo, chissà, di ritrovarci in serie A.
Coach Putignano ricorda l’assenza di Ciccio Amoroso e fa un plauso ai suoi per il sacrificio.
Tenevamo molto a vincere questa partita, ci mancano i punti decisivi per chiudere questo campionato. Sapevamo di affrontare un Potenza diverso rispetto a quello dell’andata, una squadra completamente nuova sul piano tattico. Conoscevo le caratteristiche tecniche del coach che adesso guida la formazione potentina, e quindi immaginavo che avrebbero sposato la vecchia filosofia di aspettare l’avversario per poi tentare di vincere la gara.
Siamo stati bravi dopo una settimana difficile, in cui si è reso necessario rimpiazzare un giocatore determinante come Francesco Amoroso. Avevo chiesto a tutti quanti un sacrificio in più cercando di evitare che Antrops o Ruggeri potessero fare una partita sui generis, cercando in tutte le maniere di limitarli per evitare che loro potessero avere dei vantaggi.
È logico che a tre giornate dalla fine, oggi l’unico obiettivo era vincere, e non di dare spettacolo o cercare le soluzioni più difficili o di pensare alle inseguitrici.
In chiusura, un messaggio al Barcellona.
A questo punto credo che siano gli altri che si stiano preoccupando troppo di noi, piuttosto che noi degli altri. Diceva Andreotti che il potere logora chi non ce l’ha.